Le Regole del Buon Gusto





Scegliere il locale giusto vuol dire prima di tutto
rispettare se stessi.

Sovente la struttura non rispecchia in alcun modo la personalità,
il vissuto, le origini, le radici, la formazione
(in una parola  l’Essere), né degli Sposi, né delle loro famiglie.
Qui si annida il vero problema.
 
Nell’esasperata ricerca della ritenuta eleganza e di effetti
speciali,  non di rado, si perde di vista il significato intimo
della Sacra Unione che viene ridotta a momento di
artificiosa e non convincente esibizione.

Non si può escludere, pertanto,  che  un giorno tanto gioiosamente
atteso dagli Sposi (e dai loro familiari),
finanziariamente assai impegnativo,  possa divenire, poi, 
fonte di cocenti delusioni  e di velenose critiche.

E allora?  C’è un solo modo per non sbagliare:
affidarsi al Buon Gusto.
Definire il Buon Gusto non è cosa semplice, ma,
di certo, è semplice sentire la sua signorile presenza.
Senso di
appartenenza, coerenza, compitezza, disinvolta eleganza,
finezza, finitezza, ricercatezza. 
Capacità di distinguere e di apprezzare 
ciò che è Bello, Colto,
Elegante e Raffinato, di Belle maniere,
ciò che è Buono, Semplice;

 in contrapposizione a ciò che è privo di grazia, tronfio, sconveniente,
rozzo, spropositato, fuor di luogo,
a comu veni, di basso profilo
e di scarsa qualità, o,
in ogni caso, in contrapposizione
a tutto ciò di cui sentiamo
la non appartenenza.

Forse il Buon Gusto, senza timore di apparire retorici, 
è una categoria dell’Anima fatta di Regole
appartenenti di diritto a coloro che riescono a decodificarle
e a goderne, e che trovano gioia autentica nell’applicarle.

Ma gioia autentica è anche scoprire  che certe persone,
accomunate dal sentimento delle Regole del Buon Gusto,
incontrandosi, percepiscono le Affinità elettive
che fra loro si stabiliscono, sentendosi immediatamente
a proprio agio, a "casa" propria.

Le Affinità delle Regole e le Regole delle Affinità.

Senza forse, il Buon Gusto è mantenere con i propri Clienti
un rapporto leale e rispettoso dei patti,  privo della furbizia dell’oste
(scoria dell’Intelligenza) che disgusta e allontana
le persone di Buon Gusto,  amanti delle Regole.

Si sa: lu rispettu è misuratu, cu lu porta l’havi purtatu.

Aurelio Trubia