La Carne





Anticamente il Mangiar di Nozze privilegiava il secondo a base di carne, rispetto a quello di pesce:
Vitello, Maiale, Agnello, Capretto, Cacciagione, Pollame, immancabilmente trovavano posto nei Trattenimenti Nuziali.

Iniziamo con i capisaldi: Farsumagru e Purpittuni nelle varianti tipiche delle zone dell’Isola,
Caprettu chinu o abbuttunatu, Agneddu agglassatu, Pastizzu di sustànza (icona della cucina nobiliare
siciliana gattopardesca), Gran raù dè festi (in assoluto la preparazione più complessa della cucina siciliana),
Cunigghiu all’aurudùci o al cioccolato di Modica, Jaddina chìna.

Accanto a questi giganti della Tradizione più consolidata, si sono, altresì, imposte altre preparazioni
che, pur sfuggendo ad un lavoro di codifica e catagolazione ufficiale, sono appartenute (ed appartengono)
ad ambienti di nicchia o. addirittura, solo a determinate Case.
Con le prime condividono e, lasciano intalterato, il contatto integrale, senza deroga alcuna,
con il Territorio e con le Regole del Buon mangiare di Sicilia, distaccandosi, tuttavia, ma sempre in lieve misura, 
riguardo determinati accostamenti, metodi di preparazione e risultato estetico. Facciamo solo qualche esempio.

Il Fiore di Filetto di Vitidduzza al velo di Farina di Ciciri
Marsala vecchio Samperi, e semi di Giuggiulena

Le Girelle di Vitellina abbuttunati alle Frastuche di Bronte,  
            Zucchine e Scamorza affumicata

Il Fiore di Filetto di Vitellina
  con Castagne al Vino cotto Antico

Il Filetto di Manzo in crosta di Pane con i Fungi Porcini  della Muntagna

Il Filetto di Purceddu alle  “Puma Cola”  del Mongibello
 
L’Ammogghiu di Purceddu Nivuru dei Nebrodi 
alle Verdurine sarvaggi di campagna
con crudità di Ciliegino di Pachino e  cuori di Sedano

Le  Fidduzze di  Filetto (Vitellina o Maialino)  al Rosmarino
stemperate con Inzolia  con crudità di  cuori di Sedano e
 Finocchi  (piatto freddo consigliato per  l’ estate)
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